Una tecnica particolare, sebbene non molto usata, è quella di creare dei suoni “tromba” con il flauto. Il termine non è ancora di uso comune ma così sono stati chiamati questi suoni da chi, in ambito interpretativo, li ha usati.

Si tratta semplicemente di togliere la testata, la parte del flauto dove si suona con la bocca, e utilizzare lo strumento in verticale avvicinando il labbro nello stesso modo di come si suona la tromba o il corno.

La maggiore difficoltà per il flautista sarà proprio questa l’usare lo strumento suonando come solitamente non fanno. In realtà non è affatto difficile basterebbe fare qualche prova per avere uno strumento “nuovo” fra le mani.

E’ necessario lasciare in partitura il tempo all’esecutore di togliere la testata e di rimetterla. A seconda della velocità saranno necessarie una o più pause.

Rimettere la testata non crea, nell’esecutore esperto, particolari problemi di intonazione.

Come suonerà questo flauto corto che si impugna verticalmente?

I suoni che emetterà saranno esattamente una quinta sotto.

Se scriviamo un do centrale, con questa tecnica il flautista suonerà il fa che si trova una quinta sotto.

In partitura è opportuno scrivere la nota che si suona e quella che si sente. Quella che si suona normalmente e quella che si sente con un piccolo rombo per analogia con gli armonici (in questo caso dovremmo parlare però di subtoni).

Alcuni esempi tratti dal mio lavoro “Un’immagine dei Venti” per quintetto di fiati:

Non esistono ancora dei simboli di prassi comune ma si potrebbero utilizzare una T inserita in un quadrato (o rettangolo) per togliere la testata (T come tromba, trumpet, testata, togliere), simbolo già utilizzato da alcuni flautisti e una N per rimetterla (N come il nat. che annulla il suono col legno agli archi, come normale, come….)

Il suono che verrà prodotto, provare per credere, sarà quello di un flauto contralto ma molto particolare, con grande soffio come un collo di bottiglia intonato. Funziona molto bene nei suoni gravi quelli che un flauto non possiede e che stupirebbero maggiormente.

Si consiglia di non utilizzare virtuosismi di vario genere finché questa tecnica non prenda effettivamente piede. In realtà sarebbero possibili anche se molto distanti dall’agilità normale del flauto ma c’è sempre il problema di abituare il flautista a suonare uno strumento in modo diverso e con una visuale diversa tenendolo in verticale.